Nell’ambito di una collaborazione culturale con alcuni progetti di comunicazione sviluppati con taluni Padiglioni internazionali alla 60° edizione della Biennale Arte di Venezia, lo staff tecnico di Terreal Italia mette a disposizione materiali e know-how e dimostra in questo modo la sua vicinanza al mondo culturale ed accademico italiano.

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte, a cura di Adriano Pedrosa, si è aperta sabato 20 aprile e chiuderà il 24 novembre 2024. Nell’ambito di questa importante Mostra, che porta a Venezia milioni di visitatori da tutto il mondo, Terreal Italia è stata coinvolta nella fornitura di materiali e know how tecnico in alcuni Padiglioni e nel sostegno di interessanti progetti di ricerca.

Le collaborazioni si sono sviluppate in due ambiti: 

  • Padiglione della Finlandia – “I piaceri che scegliamo” – Giardini della Biennale;

  • Padiglione Creolo – istallazione site-specific di Sol Calero – Giardini della Biennale.
PADIGLIONE DELLA FINLANDIA_"I PIACERI CHE SCEGLIAMO”

 

Il progetto presentato in questo Padiglione è il risultato di una multiforme cooperazione tra le artiste Pia Lindman, Vidha Saumya e JenniJuulia Wallinheimo-Heimonen, tre artiste che esplorano i confini del subsensoriale mescolando arte, esperienza personale e attivismo.

Nato come un progetto collettivo, ”I piaceri che scegliamo” si è sviluppato attraverso uno scambio di esperienze individuali per creare spazi con diversi tipi di “fruizione” dove i visitatori sono incoraggiati a rivalutare e (ri)considerare le aspettative sociali ordinarie.

Le pratiche di queste artiste sono fortemente legate alle loro esperienze vissute degli squilibri strutturali, ecologici e sociali del nostro mondo. Articolate attraverso un’ampia serie di materiali e processi, che includono disegni, ricami, sculture e cura, le loro opere celebrano il piacere del personale come potente mezzo per reimmaginare il nostro mondo.

La nostra collaborazione si è sviluppata con Pia Lindman, che continuando la sua pratica come artista e guaritrice esplora il regno del sub-sensoriale. A seguito di un avvelenamento da mercurio l’artista vive in uno stato di elevata sensibilità del sistema nervoso sintonizzato su micro-segnali che lei trasforma in opere d’arte: immagini, melodie, parole e colori, mettendosi in sintonia con atmosfere, tossine e materialità in differenti condizioni spaziali e sociali. Per questa mostra ha creato una scultura di argilla (da noi fornita dal vicino stabilimento di Noale), che funziona come condizionatore d’aria ed espone i visitatori alla materia organica della scultura e ai microbi che essa incorpora. Forme sinuose, quasi antropomorfe che permettono un interessante livello di interazione con i visitatori/fruitori incoraggiati e a sedersi, a toccare, a guardare dentro…

“I piaceri che scegliamo” rifiuta l’eccezionalismo dell’arte e il mito dell’artista separato dal mondo; al contrario sono esattamente le nostre esperienze quotidiane – mettersi in fila, ricevere cure mediche, respirare la stessa aira inquinata… – che ci rendono consapevoli della co-esistenza e ci spingono a creare nuove immagini collettive del futuro.

PADIGLIONE CREOLO_Giardini della Biennale - Castello

Ai Giardino della Biennale di Venezia c’è un padiglione in più! Ma in realtà si tratta di una installazione temporanea!

Invitata dal curatore della Biennale Adriano Pedrosa a realizzare un progetto speciale all’interno dei
Giardini, l’artista venezuelana Sol Calero presenta una grande installazione ispirata a un piatto della sua terra e realizzata con materiali di recupero. La grande installazione site-specific presentata dall’artista venezuelana con base a Berlino Sol Calero (Caracas, 1982) ai Giardini della Biennale è concepita come “un padiglione tra i Padiglioni” (30 sono quelli nazionali permanenti), l’opera – un dipinto tridimensionale decostruito pensato come luogo di incontro tra spazio sociale e architettura caraibica – prende il nome da un piatto venezuelano a base di ingredienti di recupero (con riso, fagioli, platani e carne) riflettendo il mix di culture indigene, africane ed europee della regione.
Tra le variopinte quinte del Padiglione Calero espone anche 12 formelle in terracotta naturale da lei appositamente realizzate nel nostro stabilimento di Noale.

Calero in tal mondo indaga anche i temi dell’impollinazione culturale, combinando i materiali scartati o donati dalle precedenti edizioni della Biennale di Venezia a cui conferisce una nuova funzione: in parte ispirato al progetto Open for Maintenance, presentato dal Padiglione tedesco alla Biennale Architettura 2023 (in quella occasione fornimmo mattoni in terracotta), e al lavoro del gruppo locale Rebiennale – che ha sostenuto la raccolta e il riutilizzo dei materiali –, il Padiglione Creolo rifunzionalizza la rampa dell’ultimo Padiglione tedesco (a sua volta realizzato con il legno di un precedente Padiglione ucraino), il finto marmo di un precedente Padiglione statunitense, bambù e lamiere di metallo di un progetto architettonico etiope e australiano, il legno di precedenti progetti uzbeki, belgi, ghanesi e italiani e anche i mattoni rimossi dal muro di separazione collocato tra il Padiglione svizzero e quello venezuelano nel 2023. Il progetto, una volta conclusasi la rassegna lagunare, sarà collocato in una sede permanente sempre a Venezia grazie alla collaborazione con Rebiennale.

Con la collaborazione a questi eventi culturali Terreal Italia dimostra vicinanza ai protagonisti della cultura contemporanea sostenendone idee e visioni e affiancandone la ricerca e lo sviluppo.